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Diario di Tenerife in MTB
Título: Diario di Tenerife in MTB
Autor: Stefano (italy)
E-mail: email
Fecha: 19/06/2007

Comentario:
Mi trovo a Tenerife per una breve vacanza fuori stagione. Il lavoro è lontano ed allora… quale migliore occasione per andare a scoprire nuovi luoghi. Chiaramente non in auto, né con una jeep, ma con il miglior mezzo che ci sia per stare in mezzo la natura, vedere tutto a 360°, andare su percorsi più o meno battuti e…faticare. Quindi la MTB!!! Ipotizzo di perlustrare l’area intorno al vulcano (Teide) noleggiando una MTB, ma dopo aver chiesto a vari negozianti, capisco che i mezzi sono per fare il lungo mare ed i gestori non hanno carte di sentieri tantomeno sono mai stati nelle zone di mio interesse. Non mi do per vinto cerco tra i depliant delle escursioni forniti dal villaggio. Trovo Tenerifebike.net , escursioni guidate con noleggio e trasferimenti. Non era quello che cercavo perché un po’ di avventura nel rischiare di perdersi mette ulteriore sale sull’uscita. Però decido di provare. Contatto sul cellulare un responsabile che parla velocemente in catalano e riesco appena a capire che mi chiede il peso e la preparazione fisica nonché se ho le scarpe con l’attacco. Capisco che si fa sul serio. Partendo di fantasia mi immagino un gruppo assortito con altri turisti ma di altre nazionalità perché l’isola è battuta da molti europei extra italiani. Alle otto della mattina Toni mi viene a prelevare nel villaggio. Ci risultiamo subito simpatici anche se lui non dice una parola in italiano. Io un po’ lo spagnolo lo capisco ma lo parlo meno. Dopo tre frasi che intendo, forse più per i gesti che per le mie capacità, Toni crede di aver a che fare con un suo conterraneo e così si mette a parlare a velocità normale. Arriviamo con il van al punto di partenza dell’escursione e sono già stanco per la concentrazione a cercare di capire e ad intavolare una conversazione. Potevo scegliere l’inglese, ma …lo spagnolo è meglio. Toni mi dice che sono il primo italiano che accompagna e quindi non posso far brutta figura. E gli altri bikers ? Oggi Toni non aveva nessun altro e così ho la guida tutta per me. Forse è meglio non dovrò arrancare dietro qualche fanatico oppure aspettare qualche pelandrone. Prendo possesso della MTB, è una Specialized, full, doppio freno a disco, Xt, un buon mezzo per essere a noleggio. Provo le sospensioni e cerco di prendere confidenza, freno e mi sembra che le ruote siano molto sgonfie. Accenno alla segnalazione nel caso Toni non se ne fosse accorto. Risposta “no te preocupe”. Ah , io non mi preoccupo ma in salita si sentirà. Emozionato dal contesto che appare subito fuori dal normale e dall’imminente partenza dimentico la borraccia con gli integratori. La pagherò cara. Siamo ad Arenas Negras (polvere nera) un po’ distante dal Teide a circa 1700 mt. di altitudine. La temperatura è di circa 20°C ma l’aria è molto secca e c’è una leggera brezza. La sensazione è molto piacevole, fresco ma secco. Penso che sia il clima ideale per fare sport. Qualche centinaio di metri di riscaldamento in piano e poi iniziamo un sentiero abbastanza largo ed un po’ in salita di quelli piacevoli su cui poter spingere. Però la MTB fa una gran fatica ad avanzare. Sarò io che mi sono rintronato con lo spagnolo ? Ho forse valutato male la pendenza che mi sembrava impegnativa ma più che fattibile ? E’ il vento contrario ? Non capisco subito sono esterrefatto . Seguo a ruota Toni ed il primo pensiero è : “se devo fare 40 km così ….gliela do su “ (chissà comesi dice in spagnolo). Finalmente capisco perché il posto è cosi denominato. Le ruote affondano nella polvere scura che non lascia traccia del passaggio ma è quasi come la sabbia. Adesso capisco perché le ruote così sgonfie. Dopo trecento metri di salita su “arenas” ci fermiamo e mi chiede come va. Tengo botta. Continuiamo in salita ma il fondo migliora. Mi torna il sorriso per il quale gli amici mi apprezzano. Saliamo nel bosco un po’ rado di pini canari una specie autoctona in grado di non morire seppur bruciati. Dietro una curva il mare. Siamo in alto ed il panorama è stupendo. Si dominano le isole verso ovest. L’aria è pulitissima, il cielo è terso , sembrano vicinissime. Continuiamo ad intersecare sentieri e stradelli ma tutti senza indicazioni. Decisamente non sarei potuto venire da solo. Facciamo una breve discesa che, prima è da single track, poi diventa da… bici in spalla. Scendiamo sull’altro versante. Improvvisamente ci troviamo su di una pista in mezzo a formazioni rocciose di forma irregolare assolutamente ruvide, ispide e di circa 1 metro cubo cadauna. Sono nere con riflessi rossi. Toni spiega che è lava raffreddata dell’ultima eruzione. Il sentiero che passa in mezzo è ciclabile ma credo che non si riuscirebbe a camminare al di fuori di questo. Il cielo è blu intenso tipo quello delle nostre montagne, ma in fondo anche qui siamo in montagna. Il contrasto è forte tra il cielo e la lava fredda da solo qualche lustro. Eh si l’ultima eruzione non è tanto datata. Tra questi agglomerati nasce qualche timido albero che prova a farsi breccia nella roccia. Il vento qui è più intenso ma ancora gradevole. L’aria è sempre molto secca. Il tempo di fare qualche foto, una ripresa e poi via. Alla scoperta di altri luoghi. Toni è bravo anche a spiegare eventi geologiche e fare riferimenti storici dell’isola. E’ emozionante il racconto in quel teatro naturale. Ripartiamo e poco dopo passiamo ai piedi del vulcano Chineiro. Ma come ? Non c’era solo il Teide. Eh no, il Teide è il principale e più alto (3700 m.) ma ci sono altri vulcani satelliti. Fatto sta che questo sembra il vulcano dei disegni dei bambini. Spoglio, a forma di piramide e minaccioso; è nero e con la sommità rossa ruggine. Il sentiero è in mezzo a due piani inclinati convergenti ricopertiti di un manto strano. Se non fosse per il colore sembrerebbe neve. E’ ancora “arenas negras” (polvere nera) di consistenza impalpabile, leggerissima. Toni mi spiega che sono lapilli mischiati a materiale vulcanico che sono esplosi per il rapido e violento raffreddamento . Fa un po’ impressione pensare che è materia uscita dalle profondità della terra. Sembra un mare con delle pietre e qualche albero galleggiante. Non c’è nessuno, come del resto per tutto il tragitto. Toni va dietro un masso molto grande, torna con un “sasso”un po’ più grande della borraccia. Me lo tira ed in quella frazione di secondo mi preparo ad assorbire con le mani un peso di 10 kg. circa. Quando lo prendo mi stupisco. Non pesa quasi niente ma è nero e buggerato. E’ pietra pomice. Resto incantato da questo scenario. Non vorrei andar via. Seppur sia attratto dal bosco, mio elemento naturale, questa natura selvaggia ha un fascino incredibile. Forse bastava andare sull’Etna senza dover fare quattro ore di aereo ma non ne ho avuto l’occasione. E poi in MTB è un’altra cosa. Sento di aver conquistato e sudato lo spettacolo quasi come se fosse di appannaggio solo dei bikers. In effetti il luogo è lontano dai percorsi delle jeep e per arrivare a piedi occorre qualche ora. Ho la sensazione che quello spettacolo sia solo per me. Il silenzio, il vento e questa natura selvaggia. Molto selvaggia, inospitale da vivere. Capisco perché Toni , non indigeno, è venuto qui a lavorare. Continuiamo il percorso tra scenari mozzafiato, sempre diversi ogni cambio di direzione. Ci addentriamo in fitte boscaglie, poi pi rade e continuiamo a salire ma senza strappi. Il clima è ideale, l’aria è purissima e, seppur la fatica sia intensa, prendo ritmo e ad ogni salita entro più in simbiosi con il paesaggio. L’aria è molto secca ed occorre bere spesso. Gli integratori avrebbero aiutato. Faticare insieme ci unisce si crea maggior feeling. Dalle poche parole e dalle espressioni apprezzo che anche Toni, seppur venga in questi luoghi spesso, è sempre affascinato. Sono passate già tre ore tra riprese, foto e racconti geologici. Siamo tornati sul versante sud. Una discesa molto veloce tra curvoni scavati in distese di lava e torniamo al van. E’ stata un’esperienza unica e spero, un giorno, di poter tornare. Stefano

DESDE LAS ESTRELLAS HASTA EL MEDANO
DESCENSO NOCTURNO Espectacular!!!  

5 DIAS EN TENERIFE Y 3 DIAS DE RUTA 354 €
5 dias 4 noches 3 dias de ruta 354 €* Hotel*** en pensión completa 

DESCENSO TEIDE-EL MEDANO
Impresionante descenso desde la cota 2.300 en dirección a las Vegas, llegando a El Médano, a nivel del mar.